Proposta

PROPORZIONALE A LISTE CONTRAPPOSTE

È il sistema elettorale che è stato utilizzato dal 1975 al 2002. Le diverse leggi che si sono succedute nel tempo si differenziano tra loro perché aumentano o diminuiscono il numero degli eleggibili con funzioni di legittimità e aumentano o riducono il numero delle preferenze che gli elettori possono esprimere.

Si tratta delle leggi n. 695 del 22 dicembre 1975; n. 1 del 3 gennaio 1981; n. 655 del 22 novembre 1985; n. 74 del 12 aprile 1990.

Presentazione e analisi

di Marco Picco, giudice del Tribunale di Torino
Estratto dall’intervento
al Convegno Voltare pagina
Roma, 23 giugno 2020

Scheda

Caratteristiche

  • Unico collegio nazionale;
  • contrapposizione per liste con più candidati nella stessa lista;
  • i seggi vengono distribuiti proporzionalmente in base ai voti raccolti da ciascuna lista e da ciascun candidato.

Vantaggi

  1. Garantisce che il Consiglio sia rappresentativo del pluralismo di idee che caratterizza la magistratura;
  2. dà spazio anche ai gruppi minori;
  3. dovrebbe stimolare i gruppi associativi ad essere aggregazioni fondate su ideali e non su interessi e, di conseguenza, a tornare luoghi di elaborazione di proposte e diversi indirizzi culturali sui temi della giustizia.

Svantaggi

  1. la selezione delle candidature agli apparati dei gruppi associativi;
  2. coloro che non sono legati ad alcuna corrente non hanno alcuna possibilità di essere eletti;
  3. premia, tendenzialmente, i candidati dei 3-4 distretti più grandi.

Obiettivi da perseguire

Assicurare la qualità professionale e morale nonché l’autorevolezza dei candidati e degli eletti
L’obiettivo non è raggiunto

Il sistema premia la maggiore o minore notorietà dei candidati a livello nazionale che può derivare dalla maggiore o minore risonanza mediatica dei procedimenti trattati. Favorisce l’elezione dei Pubblici Ministeri, sfavorisce l’elezione di magistrati addetti a funzioni civili e non consente candidature indipendenti.

Evitare la concentrazione degli eletti in pochi grandi centri
L’obiettivo non è raggiunto

L’elezione di un candidato proveniente da un distretto più grande è favorita dalla personale conoscenza che di quel candidato ha un numero maggiore di elettori.

Riavvicinare i magistrati all’autogoverno
L’obiettivo non è raggiunto

La selezione delle candidature è affidata ai gruppi associativi.

Garantire la rappresentanza di genere
L’obiettivo non è raggiunto

I sistemi sperimentati non prevedevano alcun correttivo, ma i correttivi sono possibili, sia prevedendo quote di chances nella formazione delle liste che prevedendo quote di risultato nel riparto dei seggi.

Assicurare che il Consiglio sia rappresentativo del pluralismo di idee che caratterizza la magistratura
L’obiettivo è raggiunto

Il sistema consente la massima rappresentanza delle idee e valorizza il programma culturale che sta alla base della candidatura rispetto alla personalità del singolo candidato; garantisce spazio ai gruppi minori e dovrebbe stimolare le componenti associative a svolgere la funzione di centri di elaborazione programmatica sui temi della giustizia.

Quali riforme per il CSM
Tavola rotonda e dibattito
Giovedì, 18 giugno