Carta dei valori

1. Identità e scopo

1. Siamo magistrati italiani ed europei, orgogliosi di far parte di una magistratura indipendente e autonoma, che, proprio perché tale, è stata capace di far fronte al terrorismo e alle mafie e di tutelare i diritti fondamentali delle persone. Siamo consapevoli che l’evoluzione del ruolo del magistrato e il crescente rilievo della giustizia nella vita collettiva sottolineano l’esigenza della professionalità, della responsabilità e della deontologia del magistrato.

La Costituzione è il nostro punto di riferimento nell’esercizio della giurisdizione e nell’autogoverno.

Area nasce da un'idea di giustizia come esigenza inalienabile di ogni persona, bene comune e funzione pubblica al servizio della società. Vogliamo realizzarla, partendo e beneficiando dell'esperienza e del patrimonio storico e ideale di Magistratura Democratica e del Movimento per la giustizia - Art. 3.

2. Area è una associazione plurale, che comprende magistrati che si riconoscono nei valori espressi nella presente Carta.

Il nostro primo obiettivo è rinnovare la magistratura associata, secondo alcuni principi ispiratori nell'azione di rappresentanza: l'apertura alla società, la trasparenza nel funzionamento della giurisdizione e del governo autonomo, l'affermazione dei principi di eguaglianza, solidarietà, giustizia.

Vogliamo accogliere i contributi di tutti coloro che si riconoscono in questi valori e obiettivi e che, perciò, rifiutano una dimensione corporativa e burocratica della magistratura.

Non vogliamo tessere. Vogliamo esprimere la passione, il coraggio, la coerenza nei comportamenti e l'impegno disinteressato e ideale.

3. Crediamo che gli avvocati e il personale amministrativo concorrano con noi nell’attuazione dei valori costituzionali e nel funzionamento quotidiano della giustizia.

2. L’interpretazione

1. Area promuove una figura di magistrato capace di offrire, all’interno dei sistemi di tutela dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione, dalla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, una tutela elevata, efficace ed effettiva dei diritti, sempre informata al rispetto della dignità umana.

2. Area riconosce nell’interpretazione, conformata al rispetto delle Carte dei diritti fondamentali, uno strumento essenziale di attuazione delle garanzie e di promozione dell’eguaglianza sostanziale tra le persone.

3. Pari dignità delle funzioni e pari opportunità

1. Crediamo che il principio costituzionale secondo cui i magistrati si distinguono solo per le funzioni debba diventare realtà nell'ordinamento giuridico e nella cultura quotidiana. Ogni funzione giurisdizionale è essenziale, preziosa e merita la stessa dignità.

2. Vogliamo che il pubblico ministero rimanga nell’ordine giudiziario, ancorato alla cultura della giurisdizione.

3. Promuoviamo la presenza paritaria di genere in tutti gli organismi rappresentativi e decisionali.

4. Questi principi e questi valori devono informare i rapporti tra i magistrati in ogni sede: va rifiutato ogni atteggiamento deteriore nei confronti dei più giovani e devono essere rese concrete azioni positive per realizzare le pari opportunità.

4. Qualità ed efficienza del servizio

1. Siamo consapevoli che solo una giurisdizione efficiente e ragionevole nei tempi può davvero tutelare i diritti delle persone.

Efficienza non vuol dire numeri, ma tempi e qualità delle decisioni, e quindi:

2. A tal fine il magistrato di Area:

  1. è attento al rispetto delle disposizioni tabellari e organizzative interne all'ufficio, alla corretta gestione del ruolo e delle udienze;
  2. si impegna al rigoroso rispetto delle regole del giusto processo assicurato dalla Costituzione quale essenziale garanzia delle parti e della riconoscibile indipendenza e imparzialità del magistrato;
  3. assume comportamenti sempre rivolti all’obiettivo della ragionevole durata del processo;
  4. è disponibile a fornire la più ampia informazione su tempi e modalità di svolgimento dei procedimenti;
  5. partecipa attivamente all’organizzazione dell’ufficio, della sezione o di gruppi di lavoro, oltre che al confronto giurisprudenziale;
  6. intende la competenza professionale quale specifica fonte della sua legittimazione e cura perciò la sua formazione permanente;
  7. è disponibile alla verifica della qualità e della quantità del suo lavoro.

3. Il dirigente e il semidirettivo di Area:

  1. considerano il proprio ruolo come un servizio alla giurisdizione, non ricercano gratificazioni improprie e hanno come unico scopo la qualità del lavoro;
  2. impostano un metodo di programmazione aperto alla partecipazione dei magistrati e del personale amministrativo, in un’ottica di gestione partecipata e trasparente dell’ufficio;
  3. organizzano i ruoli dei magistrati in funzione esclusiva dell’efficienza e della qualità del servizio, valorizzando le competenze personali, evitando di creare squilibri nei carichi di lavoro e favorendo le innovazioni tecnologiche;
  4. tutelano l’indipendenza dell’ufficio nel suo complesso e dei singoli magistrati;
  5. si impegnano a promuovere ed applicare i principi, le garanzie e la cultura tabellare, anche nell’organizzazione e nelle procedure degli uffici di procura;
  6. prestano la massima attenzione alla questione di genere.

5. Autogoverno

1. La qualità della giurisdizione, l’indipendenza della magistratura e l’efficienza del servizio richiedono un autogoverno trasparente, forte e del tutto libero da logiche di appartenenza, affidato a un Consiglio Superiore della Magistratura a composizione elettiva e pluralistica.

2. Area rivendica, nel quadro costituzionale di garanzia dell'indipendenza ed autonomia della magistratura, la funzione politica del Consiglio Superiore della Magistratura e dei Consigli Giudiziari nell’amministrazione della giurisdizione.

In ogni caso, nelle procedure di nomina, la discrezionalità deve essere esercitata con criteri trasparenti, oggettivi, verificabili e coerenti e deve tendere a valorizzare la professionalità dei singoli partecipanti.

3. Nella raccolta delle informazioni utili all’esercizio della discrezionalità del Consiglio superiore, Area promuove la valorizzazione del modello di autogoverno diffuso, attraverso la responsabilizzazione dei consigli giudiziari, dei dirigenti degli uffici e dei singoli magistrati nel flusso delle informazioni rilevanti, che deve essere conoscibile e deve sottrarsi a canali di comunicazione privati o associativi.

4. Area propugna l’effettività del sistema tabellare, e sostiene il potere di vigilanza dei consigli giudiziari, anche con riferimento all’assetto interno delle procure.

6. Etica del servizio

1. Il magistrato di AREA è consapevole del ruolo che la Costituzione e il diritto sovranazionale assegnano alla magistratura e propugna un’idea della funzione giurisdizionale come servizio per il cittadino.

Riconosce il diritto del magistrato a partecipare alla discussione pubblica, in particolare sui temi inerenti la tutela dei diritti e le politiche giudiziarie. In nessun caso, tale partecipazione deve pregiudicare l'immagine di imparzialità del magistrato.

Si riconosce pienamente nel codice etico dell’ANM.

2. Il magistrato chiamato in posizione di fuori ruolo trasfonde i valori della giurisdizione nell’attività svolta in istituzioni diverse da quelle giudiziarie e considera tale esperienza come una fase, temporalmente circoscritta.

7. I rappresentanti di Area

1. I rappresentanti di Area, nell'autogoverno e negli organi associativi, si impegnano a un costante confronto con i magistrati che si riconoscono e partecipano ad AREA, in tutte le sue articolazioni, locali e nazionali, al fine di ricercare, nel rispetto dell'autonomia di ciascun incarico, la sintesi più adeguata alla realizzazione degli obiettivi programmatici e dei valori di Area.

2. Il componente del Consiglio Superiore della Magistratura e dei consigli giudiziari eletto nelle liste di Area si impegna all’assoluta imparzialità e si avvale, nei processi decisionali, soltanto di informazioni acquisite attraverso canali comunicativi controllabili e trasparenti.

 

approvata dall’Assemblea di Roma l’8 giugno 2013 e modificata dall’Assemblea Generale a Cagliari il 26 settembre 2021.