Proposta

BINOMINALE MAGGIORITARIO

Il prof. Luca Imarisio ha illustrato questo modello intervenendo come relatore al convegno “Voltare pagina. La riforma del sistema elettorale del CSM” tenutosi a Roma il 23 giugno 2020, nel farlo, egli ha tenuto a precisare che non si tratta di una proposta organica, ma di un’ipotesi di lavoro il cui obiettivo è quello di cercare un bilanciamento tra le esigenze della politica e quelle della magistratura; esigenze che, in questa materia, potrebbero risultare almeno in parte convergenti.

Presentazione e analisi

di Luca Imarisio, professore associato di Diritto Costituzionale - Università di Torino
Estratto dall’intervento
al Convegno Voltare pagina
Roma, 23 giugno 2020

Scheda

Caratteristiche

  • Suddivisone del territorio in nove collegi: ogni collegio dovrebbe essere composto da un numero prossimo ai 1.000 magistrati;
  • in ogni collegio vengono presentate candidature individuali;
  • ogni elettore esprime la preferenza per un solo candidato;
  • in ognuno dei nove collegi risultano eletti i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti per un totale di 18 eletti;
  • i due seggi restanti sono riservati ai due candidati non eletti appartenenti al genere meno rappresentato, che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

Vantaggi

  1. L’associazionismo giudiziario continua ad avere un ruolo ma è facilitata l’elezione di candidati indipendenti (non aderenti ad alcuna corrente);
  2. è sostanzialmente certo che i due candidati eletti nello stesso collegio siano espressione di orientamenti culturali e professionali diversi; inoltre è facilitata la possibilità che gli elettori scelgano il candidato anche in ragione delle funzioni svolte e del genere;
  3. il meccanismo del ripescaggio induce in ciascun collegio a presentare candidati del genere prevedibilmente meno rappresentato;
  4. comportamenti opportunistici e accordi tra candidati entro lo stesso collegio non sono incentivati in quanto potenzialmente dannosi;
  5. i candidati non aderenti ad alcuna componente della magistratura possono coltivare concrete possibilità di elezione;
  6. il sistema garantisce un’equilibrata distribuzione territoriale degli eletti, ma i collegi sono sufficientemente ampi e tali da evitare le c.d. “clientele territoriali”.

Svantaggi

  1. Il sistema può rendere difficile garantire una rappresentanza per gruppi associativi minori;
  2. v’è il rischio di patti di desistenza tra i gruppi associativi che scoraggino la competizione dei candidati indipendenti o di minoranza;
  3. il correttivo previsto per ottenere una più equa rappresentanza di genere limita la quota di risultato ad un incremento garantito di due seggi.

Obiettivi da perseguire

Assicurare la qualità professionale e morale nonché l’autorevolezza dei candidati e degli eletti
L’obiettivo è raggiunto

L’associazionismo giudiziario mantiene un ruolo, ma è favorita l’elezione di candidati “indipendenti” conosciuti e stimati nel territorio.

Evitare la concentrazione degli eletti in pochi grandi centri
L’obiettivo è raggiunto

La suddivisione del territorio in più collegi garantisce un’equilibrata distribuzione territoriale degli eletti. I collegi sono abbastanza ampi da evitare localismi eccessivi.

Riavvicinare i magistrati all’autogoverno
L’obiettivo è raggiunto

È sostanzialmente certo che i due candidati eletti nello stesso collegio siano espressione di orientamenti culturali e professionali diversi.

Garantire la rappresentanza di genere
L’obiettivo è raggiunto in parte

Il correttivo previsto per ottenere una più equa rappresentanza di genere limita la quota di risultato ad un incremento garantito di due seggi; tuttavia, il meccanismo del ripescaggio dovrebbe indurre i gruppi meno forti a presentare in ciascun collegio candidati del genere prevedibilmente meno rappresentato.

Assicurare che il Consiglio sia rappresentativo del pluralismo di idee che caratterizza la magistratura
L’obiettivo è raggiunto in parte

È incoraggiata la funzione culturale e ideale dei gruppi e mantenuto il pluralismo delle componenti associative e dei valori di cui esse sono portatrici. Comportamenti opportunistici e accordi tra candidati entro lo stesso collegio non sono incentivati, in quanto potenzialmente dannosi. Non si può escludere però che patti di desistenza tra i gruppi associativi scoraggino la competizione dei candidati indipendenti o di minoranza.

Quali riforme per il CSM
Tavola rotonda e dibattito
Giovedì, 18 giugno