SETTEMBRE
28

Diario dal Consiglio del 28 settembre 2018

Inauguriamo con questo primo scritto una comunicazione che ci prefiggiamo agile ma sistematica, che ci pare possa rendervi più partecipi e curiosi del Governo Autonomo: un racconto di ciò che ci accade ogni settimana per far sentire voi più vicini al Consiglio e noi meno distanti dagli uffici.

La nostra settimana è iniziata con un invito ad un Plenum straordinario, presieduto dal Capo dello Stato ove è stata illustrata l’attività del Consiglio uscente cogliendo l’occasione della ricorrenza dei 60 anni dalla nascita del CSM. E’ stata l’occasione per incontrare tutti i nuovi Consiglieri e salutare quelli uscenti, prendere confidenza con il luogo e i suoi riti, ed anche per una riflessione non solo sul notevole e complesso lavoro compiuto in questi 4 anni, ma anche sul ruolo decisivo che il Consiglio deve assolvere in funzione dell’indipendenza e qualità della giurisdizione e sulla distanza che – obiettivamente - in questi anni è maturata tra i magistrati ed il loro organo di Governo Autonomo, nonchè sulle sue ragioni (in questo senso in particolare abbiamo apprezzato l’intervento del Presidente della Corte Costituzionale, Lattanzi).

Abbiamo tutti sperimentato l’inevitabile emozione del giorno dell’insediamento; in un contesto ed un protocollo rigidissimo che “riacchiappa” subito la voglia di leggerezza che ti ha fatto pensare per un giorno intero a come vestirti, e ti rimanda ad ogni passo al senso della responsabilità istituzionale assunta.

La foto nella Sala dei Corazzieri che vi abbiamo mandato nelle varie chat coglie un vero momento di spensieratezza e di gioia….che è stato rapidamente soppiantato dal trasferimento al CSM e dall’impegno continuo e paziente con cui abbiamo affrontato la difficile decisione dell’elezione del Vicepresidente nel contesto dato: abbiamo incontrato e discusso individualmente con tutti i membri laici eletti dal Parlamento, in un clima sempre sereno e amichevole, cercando di comprendere i percorsi e le ragioni che avevano condotto ciascuno alla candidatura e la loro visione del Consiglio, del ruolo di Vicepresidente, del ruolo della Magistratura.

Nel contempo abbiamo coltivato un continuo confronto con gli altri consiglieri togati (talvolta attraverso un portavoce ma più volte con riunioni che hanno visto partecipare tutta la componente togata) con l’obiettivo di riuscire a trovare la convergenza – che anche il Presidente della Repubblica auspicava – su un Vicepresidente che potesse essere espresso all’unanimità, quanto meno dalla componente togata: convinti che questo avrebbe, da un lato, rafforzato il Consiglio, anche nel suo ruolo di interlocutore istituzionale; dall’altro rafforzato la credibilità della Magistratura quale organo indipendente dagli altri poteri, capace – in assenza in questa contingenza di una figura “predestinata” - di individuare da sé, tra i membri eletti dal Parlamento, il profilo di Vicepresidente che la Costituzione ha prefigurato: competente, autorevole, portatore di un punto di vista esterno rispetto alla Magistratura sui temi della giustizia e della giurisdizione, ma al contempo capace di esprimere la autonomia ed indipendenza che connota la componente togata, tanto più importante nel contesto politico istituzionale attuale.

Abbiamo proposto – come già spiegato nel nostro comunicato – di prescindere dagli schieramenti politici che avevano espresso i candidati per valutare, piuttosto, i loro profili personali e i loro percorsi professionali, in linea con quanto le riflessioni dello stesso Presidente della Repubblica ci hanno consegnato il giorno dell’insediamento. Ma quello che tutti sembravamo volere, ha, in effetti, scontato una differenza insuperabile sul metodo di valutazione.

Ci teniamo a dire che il confronto (talvolta “acceso” ...anche per la tensione di questi giorni) è sempre stato molto rispettoso delle figure dei candidati ed anche degli interlocutori. Per questo, pur non avendo condiviso la scelta dei nostri Colleghi che hanno votato il Cons. Ermini, ribadiamo che la scelta del Vicepresidente di un organo costituzionale di garanzia non può mai essere letta come una scelta pro o contro la compagine governativa e che è un errore criticarla (o valorizzarla) ponendosi in questa prospettiva.

Nel frattempo (!!! in una specie di frullatore, tra case da trovare, stanze da distribuire, stampanti da collegare, assistenti da richiedere, telefoni da prendere o rifiutare, incompatibilità da certificare, corridoi da imparare ) abbiamo instaurato uno splendido rapporto con i magistrati della struttura che ci hanno accolto ed accudito con una gentilezza ed un calore per cui siamo loro davvero grati: abbiamo cenato insieme, lavorato sulle commissioni, cominciato a individuare criticità e progetti su cui investire sin dall’esordio del nostro impegno in Consiglio.

Siamo, in effetti, stravolti !... Ma anche molto contenti di essere riusciti a lavorare in assoluta armonia tra noi, godendo anche di quella amicizia che si è rinforzata attraverso la lunga campagna elettorale.

Lunedì ci attende l’elezione dei componenti della sezione disciplinare. Martedì la formazione delle Commissioni...

Vi racconteremo... Buon lavoro e buon week end a tutti.

Ale, Ciccio, Giuseppe, Mario