UPP, un anno dopo

Firenze 12 maggio 2023 - Palazzo di Giustizia

A cura di Area Toscana e con il Coordinamento Nazionale hanno partecipato in presenza oltre 150 persone ed oltre 1000 online ed ha raccolto l’attenzione della politica e della stampa nazionale.

Abbiamo fatto il punto sullo stato dell’arte della normazione primaria e secondaria e sui suoi possibili sviluppi, nella consapevolezza che il decreto-legge 80/2021 avesse sì offerto per la prima volta la possibilità di inquadramento ordinamentale della figura del funzionario UPP, ma che il regime introdotto risultava transitorio perché collegato al PNRR, fosse ancora privo di una visione di qualità della giurisdizione e si mostrasse piegato ad obiettivi di rendimento quantitativo.

La voce dei protagonisti, le idee degli attori della giustizia,
l’impegno della politica e delle istituzioni

L’assetto dell’istituto, le sue criticità e le sue potenzialità, sono state discusse con interlocutori istituzionali politici e sindacali (dirigenti uffici giudiziari, CSM, sindacati, avvocati e dirigenti) e prima di tutto con i protagonisti, i funzionari UPP cui abbiamo voluto dare voce per avere un quadro delle loro impressioni, delle loro aspirazioni professionali delle loro valutazioni di questa originale esperienza.

Abbiamo posto al centro della riflessione la necessità di pervenire ad un più maturo e stabile inquadramento ordinamentale della figura dei funzionari addetti all’ufficio per il processo, verificandone gli spazi di inserimento nell’ambito della contrattazione del nuovo CCNI del Ministero della giustizia e verificando l’idea del sindacato e della dirigenza amministrativa del modulo organizzativo dell’ufficio per il processo.

Sempre avendo in mente l’obiettivo della realizzazione di una organizzazione del lavoro che, da una parte superasse l’isolamento del giudice nel processo lavorativo, dall’altra preservasse e coltivasse la qualità del lavoro presidio della indipendenza del magistrato, in particolare nella sua attività giurisdizionale.

La ricerca UPP

Nella preparazione del Seminario abbiamo coinvolto C.O. Gruppo che ha realizzato un’ampia ed interessantissima ricerca, con la collaborazione del Comitato Nazionale Funzionari Upp: complessivamente, sono state raccolte 2.375 risposte provenienti da 26 Distretti di Corte d’Appello (a cui vanno aggiunte 2 sezioni distaccate) e, più precisamente, da 130 Tribunali Ordinari. I risultati di questo lavoro sono stati presentati nel seminario di Firenze ma poi approfonditi in un articolato studio che può costituire un prezioso strumento di riflessione per il Consiglio superiore della Magistratura e per il Ministero della Giustizia, entrambi con diverse prerogative e competenze, chiamati a far avanzare il progetto che al momento segna il passo e rischia di arenarsi.

Il ciclo dei seminari

Si è trattato del quarto incontro promosso da AreaDG sul tema.

Il primo, più di un anno fa, a ridosso dell’inserimento dei funzionari UPP nei nostri uffici ha raccolto le aspettative ed i timori, le difficoltà, le criticità dello strumento. Sia sul piano della formazione professionale che delle condizioni materiali di lavoro, della dotazione delle risorse tecnologiche, della stessa collocazione fisica dei nuovi assunti. Problematiche queste che hanno rallentato il pronto impiego della nuova risorsa. Perdipiù in una situazione di grave scopertura di organico sia dei funzionari, sia dei magistrati.

Quando nel marzo 2022 fu avviata la nuova fase di attuazione dell’Ufficio per il processo fummo i primi a individuare i rischi di una iniziativa innestata sul PNRR, di corto respiro e piegata ad obiettivi quantitativi non raggiungibili. Sin da subito abbiamo colto anche le potenzialità dello strumento unitamente ai rischi di una deriva produttivistica, coltivata anche attraverso altri interventi normativi, non orientata alla crescita della qualità del tutela giurisdizionale.

Malgrado ciò, ci siamo impegnati per riportare il prezioso strumento che ha le sue radici nella elaborazione dei gruppi fondatori di Area Democratica per la Giustizia, nel solco di quel lungimirante progetto volto a rivoluzionare il modo di lavorare del giudice e l’assetto organizzativo della giurisdizione, secondo le peculiarità che ciascun settore della giurisdizione presenta. (vedi il convegno Immigrazione e ufficio del processo).

 

In seguito, per accompagnare il percorso degli uffici giudiziari nel corso del 2023, abbiamo già dedicato tre iniziative pubbliche volte a promuovere la riflessione e la proposta dei magistrati, degli altri soggetti della giurisdizione od operatori del mondo della giustizia, oltre che dell’associazionismo e della politica, sul tema dell’Ufficio per il processo e delle sue modalità di realizzazione concreta nei diversi uffici.

Nei due incontri, a distanza di un anno dall’assunzione dei funzionari UPP, abbiamo messo a fuoco le diverse concrete modalità di attuazione dell’istituto:

UPP, un anno dopo
Esperienze di supporto alla giurisdizione nei Tribunali, nelle Corti d’Appello, in Cassazione

Incontro online del 24 febbraio 2023, a cura di Area Palermo e del Coordinamento Nazionale

Con riferimento al cambiamento del modo di lavorare dei giudici (di merito e di legittimità, penali e civili) concentrando l’attenzione sulle attività di più diretto supporto alla decisione del singolo processo.

UPP, criticità, stato delle cose e prospettive
Le funzioni trasversali, le attività di supporto alle cancellerie e la partecipazione ai processi di innovazione organizzativa dell’ufficio

Incontro online del 24 marzo 2023, on line, a cura di Area Brescia e con il Coordinamento Nazionale dal titolo

Mettendo a fuoco le potenzialità organizzative a supporto della giurisdizione. Identificabili in quei servizi, trasversali rispetto al processo di definizione del singolo caso giudiziario, come quelli di monitoraggio dei flussi di lavoro, di tesaurizzazione del lavoro giurisdizionale attraverso le banche dati dei provvedimenti e degli altri strumenti del lavoro giudiziario; come anche i servizi di supporto al collegamento tra le attività dei Giudici e quelle di Cancelleria. Attività queste ultime di cui, sempre più nel recente passato, si è gravato il singolo giudice, a discapito del suo impegno nella trattazione e decisione dei processi.

Gli apprezzabili risultati di questo complesso avvio sono stati il frutto dell’impegno di molti dirigenti amministrativi e magistrati con la predisposizione di decine di progetti, nei più diversi ambiti e settori.